27 Giu, 2020
Montanelli e il relativismo morale

Trovo inquietanti i commenti di molti uomini che, perché era un bravo giornalista, allora non si può dire che fosse anche lo stupratore di una bambina di 12 anni.

A sostenere lo stupratore è il leader della Lega.

A quei tempi se fosse stata una bambina bianca il fascismo l’avrebbe fatto fuori. Ma lei era nera. La sua condanna era questa: in nome del “contesto storico culturale” alcuni dicono che da loro era lecito.

Non si riesce a centrare il nocciolo della questione. La vera domanda che ci si dovrebbe porre è se la morale e l’etica possono essere considerati relativi, al contesto storico per esempio, o se abbiano un fondamento reale che renda almeno alcune norme assolute e vere.

È un dibattito filosofico, quello sul relativismo morale, che va avanti da almeno 2500 anni.

Possono i giudizi morali essere veri o falsi in assoluto oppure lo sono solo in relazione ad un particolare parametro, come ad esempio in funzione del contesto storico?

Chi sta mettendo in discussione la figura di Montanelli sta di fatto sostenendo che ci debbano essere dei principi morali oggettivi che travalichino spazio, tempo e contesto storico/culturale.

Chi al contrario prova a difendere Montanelli sostiene una forma di relativismo morale secondo cui le credenze e le azioni degli uomini devono essere comprese in relazione al contesto culturale in cui si verificano.

La vera domanda che ci si dovrebbe porre è se la morale e l’etica possono essere considerati relativi, al contesto storico per esempio, o se abbiano un fondamento reale che renda almeno alcune norme assolute e vere

È paradossale riflettere sul fatto che in genere i maggiori promotori del relativisimo culturale sono gli esponenti intellettuali della sinistra, mentre la parte più conservatrice di una società normalmente si appella a principi morali oggettivi e solidi, soprattutto quando si tratta di opporsi a culture differenti dalla propria o semplicemente non gradite.

In questa circostanza invece i nostri amici sovranisti stanno sposando e portando avanti la causa del relativismo culturale, giustificando di fatto azioni sulla base anche di informazioni sbagliate e distorte.

Bisogna studiare, studiare, studiare…

In Africa nessuna cultura né religione ha mai permesso una cosa del genere. Capitavano, e purtroppo capitano ancora ragazze di 12 anni promesse spose, ma non i rapporti sessuali: quando succede si tratta di stupro da parte di un adulto.

Fino agli anni 90 generalmente le ragazze si sposavano a 15 o 16 anni con i ragazzi della loro età. I più grandi avevano al massimo 18 anni, sia che fossero ragazze che ragazzi.

Dopo l’ingresso al rito tradizionale chiamato dalle mie parti “Neguekoro sughi” “l’infubulazione o circoncisione”, anche se sono pratiche deplorevoli che non condivido, ci si poteva fidanzare. Si andava a conoscere i genitori de* futur* spos*, si poteva anche dormire insieme, ma niente sesso prima dei riti tradizionali o del matrimonio.

Nel periodo della luna di miele venivano accompagnati da una donna anziana chiamata “Magnabaga“, la “Sessuologa” che insegnava loro i primi passi per far fronte all’inesperienza e alle difficoltà che si possono trovare la prima volta.

Se qualcuno va con una ragazzina di 12 rischia che farla ripudiare per sempre dalla società, e se ci sono familiari complici rischiano anche loro.

Tra coloro che compiono questa attività, o che probabilmente difendono questo stupratore, ci sono le stesse persone che compiono attualmente turismo sessuale in Africa (di cui gli italiani hanno un triste primato).

E tra questi ci sono anche le stesse persone che urlano sui social che gli stranieri stuprano le loro donne. Ennesima dimostrazione di vigliaccheria e relativismo morale anche questa: perché in questo caso ad essere stuprata non è stata una delle loro figlie, mogli o sorelle, quindi non è un problema, giusto?

Letalmente schifoso!

immagine in evidenza: West Nuba Mountains, the Fulani Woman. Rita Willaert, 2008 (Flickr.com)

 

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Soumaila Diawara

Soumaila Diawara (Bamako, 1988)
poeta, scrittore e attivista politico

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